Mafia a Catania: sequestrati oltre 50 milioni di euro

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CATANIA, 10 Gennaio – Tra il timore di chi ancora non ci crede e l’indifferenza di chi ormai ci ha fatto l’abitudine, in Sicilia si sente ancora parlare di mafia. 50 milioni di euro è una cifra abnorme che in questo periodo di crisi quasi nessuno ha idea di quanti zeri abbia. Eppure c’è chi è riuscito ad accumularli nel modo meno lecito e a perderli proprio oggi.

La Direzione antimafia di Catania ha posto i sigilli ad appezzamenti di terreno, sequestrato  immobili, numerose società e ha bloccato molti conto correnti bancari, il tutto ammonta a una cifra di oltre 50 milioni di euro ed è riconducibile a Daniele Di Cavolo, imprenditore e buon collegamento con Cosa Nostra e numerose altre famiglie siciliane . Il suo nome non può suonarci nuovo poiché già nel 2003 era stato arrestato nell’ambito dell’operazione Obelisco, un processo che va avanti da circa dieci anni per il gran numero di imputati e di fatti. Era stato accusato in primo grado per associazione a delinquere e poi assolto con la scoperta di una nuova colpa: essere responsabile della gestione di appalti ed importanti commesse pubbliche.

 In particolare il pm Agata Santonocito, dopo accurate ricerche, ha presentato un meccanismo parallelo di gestione delle commesse pubbliche in cui alcuni imprenditori elaboravano mediante dei software quelle offerte che  poi venivano inserite nelle buste gara. Ma l’imprenditore siciliano ribadisce con fermezza,anche dopo la sentenza, di non aver mai e poi mai favorito la mafia.                                                            

Martina Morlè

 

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