Sciopero 19 dicembre: incrociano le braccia i lavoratori del pubblico impiego

Home»Italia»Cronaca»Sciopero 19 dicembre: incrociano le braccia i lavoratori del pubblico impiego

ROMA, 19 DICEMBRE – Uno sciopero di 8 ore quello indetto questa mattina da Cgil, Cisl e Uil per i lavoratori del pubblico impiego. Volantinaggio e presidio si sono svolti davanti la prefettura di Reggio Emilia in Corso Garibaldi dalle ore 10.00 alle ore 12.00.

“Buona l’adesione delle lavoratrici e dei lavoratori in tutti gli enti ed aziende pubbliche della nostra provincia del settore pubblico, sanità privata e privato sociale. Nonostante lo sciopero, tutti i servizi essenziali sono stati garantiti alla cittadinanza A Reggio Emilia, dalle 10 alle 12, davanti alla sede della Prefettura in Corso Garibaldi, si è svolto un presidio di protesta che ha visto la partecipazione di oltre 600 persone.  Durante il presidio sono state ribadite le ragione della contrarietà alla manovra che così formulata, alimenterà la recessione e, dunque, la crisi. Contrarietà che fa riferimento ad alcune misure contenute nel testo della Manovra, in particolare alle modifiche relative alle pensioni di vecchiaia e di anzianità, ai lavori usuranti, all’introduzione dell’Imu senza un’adeguata soglia di detrazione e a provvedimenti che colpiscano i lavoratori già coinvolti in crisi aziendali”, hanno scritto in seguito i sindacati.

“L’occasione è servita anche a ribadire alcune richieste avanzate dai Sindacati da tempo: l’esigenza di rinnovare il Contratto Collettivo scaduto ormai da 2 anni, di abbassare il limite per la tracciabilità, di tassare i grandi patrimoni mobiliari e immobiliari, di concludere un accordo con la Svizzera in materia fiscale, di aumentare il prelievo sui capitali scudati, di pretendere dalla politica un passo indietro rispetto ai mille privilegi cumulati fino ad oggi, e, da ultimo, di dar vita ad una riforma organica delle Istituzioni”, hanno così terminato l’intervento.

Lo sciopero ha avuto ripercussioni anche in Sardegna con disagi negli ospedali, nelle scuole e nel sistema dei servizi pubblici al cittadino. L’adesione sembra aggirarsi attorno al 50%. Diversi sit in sono stati organizzati a Cagliari, Sassari e Oristano con volantinaggio invece nelle altre provincie, soprattutto in luoghi di lavoro.

Sabrina Spagnoli

Share Button

Leave a Reply

Your email address will not be published.

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.