Novartis “cede” le sue cavie da laboratorio

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ROMA, 14 DICEMBRE –  Una buona notizia quella che la Novartis, casa farmaceutica pilastro di BigPharma che da tempo svolge i suoi test su animali da laboratorio, ha reso nota. La sede ticinese è in fase di ristrutturazione e per tagliare i costi si è deciso di disfarsi degli animali utilizzati per le sperimentazioni. Che sia un inizio per le case farmaceutiche per dire basta alla sperimentazione animale? No purtroppo non è così, perché quel giorno è ancora troppo lontano. La legge stessa afferma ancora la necessità di testare i medicinali su animali prima di essere immessi sul mercato.

Dunque, poiché per il vivisettore un animale è considerato un “bene”, sarebbe uno spreco doverlo buttare via. Per questo motivo si cerca una nuova sistemazione per questi animali sfruttati in nome della scienza. Karin Blumer, portavoce di Novartis, ha dichiarato che non si è ancora arrivati ad una decisione riguardo la loro sorte. Le possibilità però potrebbero concretizzarsi nell’adozione, trasferimento in altre divisioni dell’azienda, vendita ad altri laboratori, cessione a rifugi per animali o soppressione. Entro l’inizio del 2012 sarà emessa la fatidica sentenza. Novartis sembra essere propensa per l’adozione del numero maggiore di animali, soprattutto cani di razza beagle e in seguito decidere cosa farne del resto.

“Se il loro stato di salute non è critico si deve dare a questi cani una seconda opportunità. Alcuni di loro non sono mai usciti dai laboratori, non sono mai stati all’aria aperta, non hanno mai potuto correre. È giusto che possano vivere come veri cani”, questo è quanto ha dichiarato la Blumer. Un triste epilogo invece sarà destinato a quegli animali che sono stati volutamente infettati.

Ambigua è la posizione di Maxime Moret, presidente della Lega Svizzera contro la Vivisezione che sostiene sia assurdo chiedere alle famiglie di adottare animali da laboratorio poiché sarebbe solo un modo per i ricercatori di ripulirsi la coscienza.

Certo dopo lo sfruttamento sono tutti coscienziosi ad ammettere che anche gli animali hanno diritto ad avere una seconda opportunità nella vita. La vera opportunità, oggi, sta nel poter utilizzare metodi alternativi ampiamente comprovati, che non necessitano di sperimentazione animale. Un animale, quale essere vivente, ha diritto alla vita tanto quanto un uomo.

Sabrina Spagnoli

 

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