Barletta, crollo palazzina: dopo 2 mesi, 4 arresti. Vendola soddisfatto

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BARLETTA, 04 DICEMBRE – Dopo due mesi dal tragico crollo della palazzina in centro a Barletta, dove persero la vita cinque donne, 4 operaie del maglificio e la figlia dei titolari dell’attività posta nel seminterrato, i poliziotti del Commisariato di Barletta e i carabinieri della Compagnia di Barletta, diretti dalla Procura di Trani, hanno eseguiti quattro ordinanze di arresti domiciliari e un provvedimento interdittivo dell’esercizio di una professione a carico di altre quattro persone. Dopo due mesi, il primo segnale forte, per questa tipologia di tragedia, che il più delle volte avviene a causa di abusi edilizi per mano di uomini senza scrupoli e senza coscienza. Il crollo della palazzina di Barletta, poi, aveva particolarmente commosso, e forse smosso, la coscienza pubblica in quanto la tragedia aveva colpito per lo più le vite di giovani donne, oneste lavoratrici per poco più di 4 euro al giorno, insieme alla perdita della vita della piccola figlia dei titolari del maglificio.

“La svolta nelle indagini sul crollo della palazzina di Barletta rappresenta una prima importantissima risposta a quella domanda di verità e giustizia che, con straordinaria civiltà, l’intera comunità barlettana ha espresso in tutte queste settimane”. Così commenta, emozionato e molto soddisfatto, la notizia il Presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola. I destinatari dei provvedimenti sono: il titolare e due dipendenti (tutti e tre fratelli) dell’impresa appaltatrice dei lavori di demolizione dell’area confinante con l’edificio crollato in via Roma, e il titolare dell’impresa di costruzioni proprietaria dell’area su cui sarebbe dovuto sorgere il nuov stabile. Tutti sono accusati di omicidio colposo, lesioni personali colpose plurime, danneggiamento, crollo di costruzioni con l’aggravante del concorso e della continuazione dei delitti. Per quanto riguarda il progettista e direttore dei lavori è stata presa la misura interdittiva del divieto temporaneo di esercitare la professione di architetto.

“Per le Istituzioni dello Stato – ha affermato Vendola – si tratta di rispettare un impegno che troppe altre volte nel passato, è stato disatteso. Dopo il lutto e i solenni funerali seguono solenni promesse e poi, di concreto, molto poco. Colpire chiunque abbia livelli di responsabilità nella strage delle operaie di Barletta, è dunque oggi l’inizio di un vero percorso di giustizia”.

E nella strage della palazzina di Barletta, le responsabilità sono molteplici. Gli investigatori, infatti, hanno accertato l’illegittimità delle opere demolitorie di quanto rimasto del preesistente stabile adiacente a quello crollato in via Roma, perché non sarebbero stati eseguiti i corretti lavori rispetto al piano di demolizione elaborato dall’Ufficio Tecnico del Comune. E per quest’ultimo nodo, i militari della Guardia di Finanza del Gruppo di Barletta hanno notificato un invito a rendere interrogatorio davanti al gip per l’eventuale applicazione di successivi provvedimenti interdittivi ai pubblici uffici per alcuni tecnici della locale amministrazione che dovranno rispondere di condotte omissive nei confronti della tragedia. La giustizia ha appena iniziato il suo cammino.

Federica Palmisano

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