Melania Rea: Parolisi combatte per la sua “Vittoria”

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ROMA, 30 Novembre – Ogni giorno si sente parlare di Salvatore Parolisi ormai, delle sue accuse, del suo arresto, di ciò che avrebbe o non avrebbe commesso, delle sue bugie e dei suoi tradimenti. Si parla di Melania, la moglie, la vittima, la donna che amava quell’uomo che le riservava solo tradimenti e menzogne. Si parla persino, sempre più spesso di Ludovica, l’amante, l’ancora di salvezza, il rifugio del suo malessere. Lui, lei, l’altra. Ma della piccola Vittoria, figlia della coppia, parla qualcuno? Venerdì due dicembre al Tribunale dei Minori di Napoli si svolgerà l’udienza per decidere sulla potestà genitoriale di Parolisi sulla piccola Vittoria e sulla richiesta di affido della bimba avanzata dalla famiglia Rea.

E’ “amareggiato” Salvatore Parolisi sia per il rigetto della richiesta di scarcerazione deciso l’altro ieri dalla Cassazione, sia per il coinvolgimento, in tutta la vicenda, della figlioletta Vittoria. Il suo stato d’animo e’ stato confidato stamane ad uno dei suoi legali, l’avvocato Nicodemo Gentile che gli ha fato visita al carcere di Teramo. “Salvatore – ha riferito l’avvocato – si aspettava un pronunciamento sfavorevole, decisione che ha appreso guardando la televisione. Quello che piu’ lo amareggia e’ che in tutta questa vicenda venga tirata in ballo la figlioletta che egli stesso aveva chiesto di affidare, in via temporanea, ai nonni materni”.

Secondo l’avvocato Gentile dovrebbe essere concessa a Parolisi la possibilità di presenziare all’udienza partenopea. “Il caporal maggiore – conclude il legale – e’ pronto, a questo punto, ad affrontare il processo. E’ un uomo che, come mi ha ribadito ancora stamane, non si arrende, convinto, come noi, della sua innocenza”.

Un dramma dentro un dramma dunque. Un uomo che si dichiara innocente, che vorrebbe vedere la sua bambina, a cui tra l’altro la Giustizia non lo ha mai impedito formalmente. Stessa giustizia che però resta ferma sulle sue decisioni: Parolisi avrebbe ucciso, avrebbe ucciso sua moglie, conseguentemente è lui ad aver condannato la sua bambina a tutto questo?

Alessandra Scarciglia

 

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