Nuovo Governo, nuovi sottosegretari, altri conflitti d'interesse?

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ROMA, 28 NOVEMBRE – “Il rapporto con le forze politiche è costruttivo e comporta qualche innovazione, perchè godiamo in Parlamento di una fiducia che viene dalle forze che erano in dissenso fra loro e fanno uno sforzo che apprezzo. E’ chiaro che in ogni momento sarà un rapporto essenziale e veniamo molto rispettati dalle forze politiche”  ha esordito il premier Monti. Che aggiunge: “Noi godiamo in Parlamento di una fiducia emanante da forze politiche che fino a ieri erano in perenne dissenso tra loro e ora guardano a noi e fanno uno sforzo che apprezzo”.

Sulla discussa scelta dei due sottosegretari ai rapporti con il parlamento, il “Professore” spiega che la decisione è stata dei partiti. “Sono due – spiega il premier – ho offerto alle forze politiche per questa particolare condizione di scegliere tra persone con esperienza parlamentare o con altre valenze tecniche”. Una risposta diretta alle polemiche sull’indicazione di Giampaolo D’Andrea (già sottosegretario con Prodi). Una forza politica, prosegue Monti, “ha optato per la prima, un’altra per la seconda. Rispetto entrambe, sono sicuro che anche i due sottosegretari si rispetteranno”.

Altri punti oscuri delle nuove nomine sono dati da Milone, delfino di fiducia dell’ex ministro La Russa, legato a Finemeccanica. Ciaccia, vice ministro delle grandi opere, legato a Banca Intesa e da Malinconico (Fieg) da capo a controllore degli editori.

Quando nei governi viene chiesto “ai politici” di farvi parte come viceministri o sottosegretari per loro “è una cosa gradita” e comporta “una lieta accettazione” perché “fa parte dell’iter normale della carriera di chi fa la nobile professione politica”. Monti spiega che “nel nostro caso ho dovuto in diverse situazioni esercitare la forza della convinzione e della persuasione per l’interesse del paese Paese”. Si tratta, spiega il premier parlando della nuova squadra, “di persone che accettando hanno rinunciato a trattamenti economici e prospettive di carriera”.

Monti vuole da subito dare un segnale ai cittadini tagliando i costi della politica (fin dove potrà, visto che dovrà chiedere ai parlamentari di votare misure che tolgono loro un po’ di privilegi). Ci saranno poi un anticipo di liberalizzazioni, l’avvio delle infrastrutture cantierabili, la riduzione del cuneo fiscale sul lavoro, sgravi su Irpef e Irap, un primo intevento sulle pensioni. Si parla sempre del ritorno dell’Ici sulla prima casa, dell’aumento dell’Iva, di una mini patrimoniale.

Chiara Arnone

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