Yara Gambirasio: il mistero continua

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BREMBATE DI SOPRA, 20 Novembre – Il 26 novembre 2010, quasi un anno fa, Yara Gambirasio scompariva senza lasciare alcuna traccia. Il suo corpo sarebbe stato ritrovato soltanto tre mesi dopo, il 26 febbraio, in un campo di Chignolo d’Isola, a una decina di chilometri da Brembate di Sopra. Yara era una bambina. Aveva tredici anni, corpo minuto ma slanciato, tipico di chi vive di pane e ginnastica ritmica, un apparecchio ai denti che non le faceva provare il minimo imbarazzo di fronte ad una macchina fotografica. Appare sempre sorridente, Yara.

I cittadini di Brembate di Sopra avevano in mente di organizzare alcune iniziative per onorare la sua memoria, una delle quali sarebbe dovuta essere l’uscita di un libro di pensieri e messaggi per Yara, compreso quello del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano durante i funerali. Fulvio e Maura Gambirasio hanno però opposto resistenza, dimostrandosi ancora una volta schivi nei confronti della mass-mediatizzazione del caso di Yara. Potrebbe inoltre venire annullata l’intitolazione della palestra delle Scuole Medie Orsoline di Bergamo, che Yara frequentava, prevista per sabato prossimo. I genitori pensavano infatti che sarebbe stata una cerimonia intima, ma la notizia è trapelata su tutti i giornali.

Il sindaco di Brembate Diego Locatelli ha inoltre dovuto negare la proposta dei suoi concittadini di intitolare a Yara il Palazzetto dello Sport dove lei si allenava tutti i giorni. “Intitolarle il Palazzetto significherebbe archiviare la sua morte – afferma il sindaco – mentre invece la verità non è stata ancora rivelata”. Le tracce di Dna ritrovate lo scorso 15 giugno sugli slip della ragazza infatti non hanno ancora condotto all’identità dell’assassino, mentre le analisi autoptiche hanno accertato che Yara è morta di stenti e di freddo.

Elisa Renna

 

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