Nuovi sviluppi nel caso Tarantini. Il premier da vittima di estorsione a possibile indagato

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ROMA, 27 NOVEMBRE – Arriva a notte fonda il riesame del caso Tarantini. ‘Induzione a non rendere dichiarazioni o rendere dichiarazioni mendaci all’autorità giudiziaria’, questo il nuovo verdetto ipotizzato dalle toghe partenopee. I giudici del Tribunale del Riesame di Napoli stabiliscono anche che la vicenda giudiziaria adesso passerà alla Procura di Bari, dove il passaggio tecnico prevede l’iscrizione del premier e di Walter Lavitola nel registro indagati per 377 bis.

Curcio, Woodcock e Piscitelli il tris di magistrati che ha consentito la riformulazione a 360° della posizione giudiziaria di B. Decisive le ultime intercettazioni depositate presso la Procura di Bari. Telefonate in cui il capo del governo dimostrava di essere a conoscenza che alcune delle ragazze che frequentavano le sue residenze venissero poi retribuite.

 “Sono foraggiatissime”, dice B. nel corso di una conversazione con Tarantini in cui Giampi, è preoccupato per le spese del viaggio che avrebbero dovuto affrontare le giovani donne per tornare a casa. Poi c’è Vanessa Di Meglio, amica di Tarantini che dice: «I soldi chi ce li da? Lui o te?». Secondo i PM napoletani il Cavaliere, attraverso Lavitola, avrebbe esercitato pressioni su Giampi offrendogli denaro in cambio di una versione compiacente.

Inoltre quel periodo Giampi si trovava in estrema vulnerabilità emotiva ed economica dopo il primo arresto voluto proprio dal procuratore Laudati, insediatosi a Bari nel settembre 2009, pochi mesi dopo le dichiarazioni deflagranti di Patrizia D’Addario.

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Elena Petruccelli

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