Pericolo...Pubblico! Andrea Rivera in scena all'Ambra Jovinelli

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ROMA, 2 Aprile – Andrea Rivera, ormai si sa, dice sempre quello che pensa e anche stavolta ha dato prova della sua spontaneità sul palcoscenico del teatro Ambra Jovinelli nelle serate del 30 e 31 marzo per presentare il suo ultimo spettacolo: Pericolo…Pubblico! L’attore cantautore un po’ menestrello scrive musica e parole affondando la sua radice nel terreno fertile della tradizione italiana della canzone – teatro – improvvisazione. Imperdibili i tributi a Gaber, De Andrè, Pasolini, e Monicelli.

Andrea con i suoi modi impulsivi incontra il “pubblico”, e lo mette in guardia dal “pericolo” di diventare spettatori passivi da clack televisiva, pronti a comando ad “applaudire il padrone” che poi “in Italia è diventato il lavoro più sicuro del nostro tempo”. Primo grande tema della serata, la libertà di stampa. E gli brucia ancora il ricordo del concertone del 1 maggio, no non  dico quello del 2007 quando il suo monologo contro il Vaticano l’ha consacrato al grande pubblico ma contemporaneamente tagliato fuori dalla Rai.

No, dico quello dell’anno scorso, del 2011, quando avvicinatosi al palco per salutare gli amici è stato bloccato dalle forze dell’ordine e fatto allontanare! E tutto sotto gli occhi di giornalisti allibiti che hanno promesso di scrivere riguardo l’accaduto! Si aspettava almeno due righe, invece niente! Il giorno dopo neanche una virgola… E se l’è proprio voluto togliere questo sassolino dalla scarpa Andrea: dice nome e cognome del giornalista di Repubblica che ha dovuto tacere e gli dedica la canzone “E’ inutile piangere sull’inchiostro mai versato”.

Stavolta non scomoda nessun politico – a parte il Papa!  E una volta in croce Andrea-gesù si avvale della presenza del dio-RemoRemotti, un fantastico “padre eterno” 88enne che grazie a “l’ostiaporosi all’osso sacro” ha la geniale idea di mandare in guerra solo i vecchi che saranno meno cruenti e sapranno evitare stupidi conflitti. Al riguardo niente di più efficace della canzone-ninna nanna cantata dal soldato israeliano che dopo aver ucciso bambini palestinesi cerca di addormentare il  proprio figlio. La Chiesa è al centro di una satira blasfema e dissacrante giocata sul filo della   comune esperienza umana: la famiglia e il rapporto padre-figlio. In fondo la nascita di Gesù, con la storia dello spirito santo, non è forse il primo esempio di fecondazione assistita eterologa?

Il linguaggio squisitamente contaminato tra musica video e parole, diviene elemento della complessità e si arricchisce intersecandosi, potenziandosi in una sorta di connessioni testuali e visivi tra diversi significati e anche tra diversi significanti, resi ottimali per essere ricevuti fuori contesto. Un po’ come avviene nell’ambiente interconnesso della comunicazione cross-mediale.

Come hai trovato Edìpo, il gatto ripreso in uno dei tuoi video ?

Per strada, come tutti gli altri, anche i musicisti della band, anche Remo l’ho trovato per strada a San Lorenzo!

Rivera, cosa è per lei il dialogo?

Saper accettare le critiche

E la famiglia?

Bene grazie. Che vuoi che ti rispondo seriamente? (si mette a ridere)

Marzia Fanciulli

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