Messico: stupratore sequestrato, ucciso e crocifisso ad un cartello stradale

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CITTA’ DEL MESSICO, 12 SETTEMBRE – Eladio Martinez Cruz di anni 24 fu denunciato lo scorso 3 agosto da una donna che lo accusò di violenza sessuale, consumata nei pressi di una fabbrica presso la quale la donna lavorava. Il 7 settembre, dopo essere stato sequestrato, torturato, castrato e ucciso, il giovane è stato trovato crocifisso e appeso ad un cartello stradale presso Cotepec con un cartello appeso al corpo dai toni estremamente minatori che recitava: ”Questo mi è successo perché sono uno stupratore e la stessa cosa succederà a tutti i pettegoli, delatori, e traditori. Sappiatelo, questo non è un gioco”. Le autorità locali hanno ricondotto il turpe gesto ad una banda di narcotrafficanti che spesso, per diffondere le loro minacce, utilizzano i cadaveri delle loro vittime.

Conosciuti sotto il nome di cavalieri dei Templari, questa formazione criminale è solita atteggiarsi come vendicatrice del popolo. Altra ipotesi accreditata vede però anche come protagonisti un gruppo di vigilantes che non ha voluto aspettare lo svolgimento delle indagini. Si è trattato di palese ricorso ai rimedi dell’autotutela, scambiato all’inizio per uno scherzo di cattivo gusto. Ciò che si spera è che questo modus operandi, non divenga una tendenza come lo è stata quella della decapitazioni avute luogo in questi anni di narco-guerra.

Alessandra Filice

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