Denver: strage alla prima di Batman, 14 morti

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DENVER, 20 LUGLIO – Ancora una volta l’America deve fare i conti con la follia di un uomo che fa irruzione in un luogo pubblico uccidendo decine di persone. In questo caso, una prima cinematografica è stata trasformata in una carneficina. È successo la scorsa notte a Denver, capitale dello stato del Colorado negli Stati Uniti.  Si tratta di un uomo, di giovane età, armato di pistola e vestito con cappotto nero, casco, giubbotto antiproiettile, occhialoni e mascherina antigas. Il giovane ha fatto irruzione in una sala del 16th Century Movie Theatre, alla periferia della città, dove stavano trasmettendo la prima mondiale del terzo capitolo della saga di Batman. La stima al momento è di 14 morti, tra cui anche bambini, e 50 feriti, tra lievi e gravi.

Stando alle prime ricostruzioni era passata da poco la mezzanotte quando il killer ha fatto irruzione in sala. Dopo essersi piazzato davanti lo schermo ha iniziato a sparare all’impazzata contro il pubblico. “In molti abbiamo pensato ad una trovata pubblicitaria e credevamo che fosse un attore”, dichiarano alcuni spettatori sopravvissuti. Alla CNN, alcuni spettatori delle sale adiacenti, raccontano di aver sentito prima l’esplosione di alcuni lacrimogeni, poi una scarica di esplosioni di pistola, seguiti dalle urla della gente. Subito dopo nella multisala è scoppiato il panico generale e la gente si è riversata in strada. Non è ancora nota l’identità delle vittime, ma il bilancio dei bambini uccisi, potrebbe essere drammatico, visto il film in proiezione. Dieci persone sono morte sul colpo, mentre il resto è deceduto successivamente in ospedale. Al Denver Heat hospital sono arrivate parecchie persone intossicate dai fumi dei lacrimogeni ha riferito il Dr. Stephen Wolf.

Il killer è stato subito bloccato e arrestato dall’FBI, che aveva innalzato lo stato di allerta nazionale per escludere la pista terroristica. Secondo la polizia l’uomo, che non ha opposto resistenza al momento dell’arresto, avrebbe agito da solo. Un’ennesima strage, dunque, che si va ad aggiungere alla carneficina in un campus in Virginia nel 2007. Sdegno ed orrore da parte del Presidente Barack Obama e di sua moglie Michelle, che si stringono al dolore delle famiglie delle vittime.

Stefano Roselli

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