Il sermone di un pastore battista sconvolge gli USA: “Chiudiamo i gay in un recinto e lasciamoli morire”

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WASHINGTON, 23 MaggioCharles Worley, pastore battista, ha destato scalpore con il suo sermone choc e sdegno fra le persone che hanno ascoltato la sua proposta di rinchiudere gli omosessuali in recinti elettrificati come bestiame e tenerceli fino alla morte. Il pastore battista della chiesa Providence Road a Maiden, in North Carolina, ha dichiarato: “Un modo per eliminare i gay e lesbiche sarebbe quello di metterli dentro un grande recinto elettrificato di 80 o 160 chilometri così non possono uscire e nemmeno riprodursi”.

La notizia arriva direttamente da Youtube, da dove è rimbalzata su tutti i network e giornali la notizia di questo sacerdote che bandisce una crociata di sterminio contro gli omosessuali. Una associazione locale che si batte contro la discriminazione degli omosessuali ha invitato attraverso i social network la popolazione a partecipare ad una manifestazione di protesta, domenica prossima, davanti alla chiesa. Infatti i “Cittadini della valle di Catawba contro l’odio” hanno postato un messaggio su Facebook invitando tutti i cittadini a presenziare davanti la chiesa per dire al mondo che l’odio e la discriminazione non sono i  benvenuti nella loro città.

Dopo la proposta di Obama del matrimonio tra omosessuali questo sermone nero sembra la sua netta controproposta: un recinto elettrificato dove richiudere a vita tutti gli omosessuali fino all’estinzione. Il Nord Carolina rappresenta quella che i cittadini americani amano definire la “Bible belt”, la cintura degli stati religiosi degli U.S.A. In effetti, proprio per il suo spirito conservatore, durante l’ultimo referendum il 61% della popolazione si è schierata contro le nozze gay. Ciò che spaventa però sono alcune ideologie, diffuse nelle piccole comunità puritane dai pastori del luogo. Questi discorsi omofobici, intrisi di malvagità, preoccupano molto la comunità LGBT, che da sempre si battono contro questi inutili insulti e disprezzi ingiustificati.

Sabrina Bachini

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