Rossella Urru: per il rilascio i rapitori chiedono 30 milioni di riscatto

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ROMA, 2 Maggio – L’agenzia giornalistica Afp rende noto che i rapitori della cooperante italiana Rossella Urru richiedono ben 30 milioni di euro per il suo rilascio. Insieme alla Urru verrebbe liberata anche una collega spagnola, presumibilmente Ainhoa Fernandez de Rincon, una dei due volontari iberici (l’altro è Enric Gonyalons di cui non si è fatto parola) sequestrati con Rossella. L’atteggiamento della Farnesina è quello di mantenere la massima riservatezza, per adesso non ci sono commenti. Rossella Urru, originaria di Samugheo, in provincia di Oristano, si trovava in Africa come volontaria del Cisp (Comitato internazinale per lo sviluppo dei popoli).

Il sequesto è avvenuto 192 giorni fa, in un campo di profughi saharawi ad Hassi Raduni, nel deserto a sud dell’Algeria, la notte tra il 22 e il 23 ottobre 2011. I rapitori sarebbero un gruppo jihadista: ‘Monoteismo e Jihad in Africa occidentale’ (Mujao). Oggi la notizia della richiesta di riscatto è pervenuta in esclusiva tramite France Press. A chiedere l’esorbitante somma di denaro, in cambio del rilascio delle due donne, Adnan Abu Walid Saharawi, portavoce del Mujao. L’uomo ha precisato, inoltre, che le trattative si riferiscono unicamente all’ostaggio italiano e alla donna spagnola, oltre a chiedere collaborazione al governo di Madrid per la liberazione di di due saharawi arrestati in Mauritania. Si teme per la sorte di Enric Gonyalons, l’altro ostaggio spagnolo, per il rilascio del quale probabilmente saranno poste condizioni diverse.

Ma il gruppo Mujao sembra impegnato su più fronti, in questi stessi giorni i jihadista hanno chiesto altri 15 milioni di euro  al governo algerino per i sette diplomatici rapiti in Mali. Anche in questo caso, oltre al denaro, i rapitori chiedono il rilascio di alcuni loro «fratelli» imprigionati in Algeria. Come per ogni caso di questo genere, la Farnesina non commenta e mantiene il più stretto riserbo. Quanto ai familiari di Rossella, l’ipotesi del suo rilascio, previa pagamento del riscatto, dona una nuova speranza, dopo la falsa notizia della sua liberazione, pervenuta il 3 marzo scorso.

Antonia Silvestro

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