La Svizzera pone dei limiti all’immigrazione

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BERNA, 20 AprileL’Unione europea e la Svizzera stanno vivendo un momento di tensione riguardo la questione dei permessi di soggiorno. Il governo di Berna ha deciso di limitare il numero di entrate per i cittadini di otto paesi membri dell’Unione Europea, fra i quali anche la Slovenia. I paesi dell’Unione che subiranno questa limitazione sono: Polonia, Slovacchia, Repubblica Ceca, Ungheria, Estonia e Lituania.

Questo provvedimento era stato soppresso un anno fa, ma ieri, invocando la clausola di salvaguardia prevista dall’Accordo di libera circolazione delle persone (ALC), il Consiglio federale reintroduce un contingentamento dei permessi B fino a concorrenza di circa 2000 unità. Il contingentamento non concerne le persone in possesso del permesso L, ossia quelle che soggiornano in Svizzera e ripartono entro lo scadere di 12 mesi. Catherine Ashton, alto rappresentante Ue per la politica estera, ha manifestato il proprio dispiacere per l’adozione di questa misura che è stata da lei definita “ingiustificata”. “Si tratta di una decisione, in violazione dell’accordo sulla libera circolazione dei cittadini, che non permette differenze fra i paesi dell’Ue”. Ha affermato la Ashton.

Martin Schulz, attuale presidente del Parlamento europeo, è concorde con ciò che ha dichiarato l’Alto rappresentante UE, infatti, secondo lui sarebbe una disposizione discriminatoria e contraria ai patti.“Gli obblighi legali vanno rispettati in tempi economici buoni e in quelli difficili, che si tratti di stati membri dell’Ue o di paesi terzi. Dobbiamo lavorare da vicino con i nostri vicini piu’ stretti. Ora non è il momento di indebolire la libera circolazione, ma piuttosto di rafforzarla”. Ha dichiarato il presidente dell’Europarlamento.

Luca Martano

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