Vittoria storica per il Nobel birmano Aung San Suu Kyi

Home»Esteri»Vittoria storica per il Nobel birmano Aung San Suu Kyi

ROMA, 2 Aprile – Il premio Nobel per la pace del 1991 Aung San Suu Kyi ha ottenuto uno straordinario successo nelle elezioni birmane. La donna era stata liberata nel novembre del 2010 dopo un lungo periodo di detenzione, complessivamente durato quindici anni, sette dei quali erano stati trascorsi agli arresti domiciliari. La “Signora”, nota per essersi spesa a favore della difesa dei diritti umani, entra in una giornata storica nel parlamento birmano alla guida del partito della Lega Nazionale per la Democrazia da lei fondato nel 1988, avendo riportato la vittoria, secondo quanto affermano alcuni funzionari, in ognuna della quarantaquattro seggi della circoscrizione rurale di Kawhmuh.

La conferma dei dati ufficiosi è stata attesa con impazienza dalla folla di sostenitori della leader della Lnd che si è riversata davanti alla sede del partito. Indescrivibile è il clima di entusiasmo che si percepisce tra la gente, sul cui volto è possibile leggere emozioni derivanti da un evento denso di significato non solo per il popolo birmano. Il premio Nobel è consapevole di non aver completato il proprio lavoro. Spinose sono infatti le sfide che l’attendono lungo il percorso in salita verso il raggiungimento del sogno di democrazia che l’anima da una vita intera. Il risultato delle elezioni non sorprende nessuno se si pensa alla quantità di persone accorse ai suoi comizi elettorali, che hanno aderito con passione alla causa che accomuna San Suu Kyi a tutti i suoi connazionali.

Numerosi sono stati i messaggi di apprezzamento rivolti alla donna per il conseguimento di un risultato politico foriero di speranza per un futuro democratico e tanto più significativo, qualora non si presentassero ostacoli alla vittoria, se confrontato con le famigerate elezioni del 1990, con le quali San Suu Kyi sarebbe diventata primo ministro se i militari non avessero rifiutato i risultati elettorali e avessero preso il potere. La storia si è poi scritta da sé con la nomina del Premio Nobel nell’anno successivo, la riconquista della libertà nel 2010 e, oggi, con un positivo segnale che fa sperare nel risveglio di un’intera nazione.

Vincenza Accardi

Share Button

Leave a Reply

Your email address will not be published.

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.