Europa: 63 migranti morti per colpa dell’Italia

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ROMA, 30 Marzo – L’Italia è tra i responsabili per la morte in mare, nel marzo 2011, di 63 migranti in fuga dalla Libia. E’ la conclusione a cui è giunto il Consiglio d’Europa. “L’Italia, come primo Stato ad aver ricevuto la chiamata di aiuto e sapendo che la Libia non poteva ottemperare ai propri obblighi, avrebbe dovuto assumere la responsabilità del coordinamento delle operazioni di soccorso”. Lo si legge nel rapporto del Consiglio d’Europa. Il rapporto conclusivo sull’inchiesta condotta sulla morte dei 63 migranti è stato approvato dal comitato per l’immigrazione dell’assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa. Nel documento si sottolineano anche le gravi responsabilità della Nato e dei singoli paesi che hanno partecipato alla guerra in Libia e che avevano navi che in quel momento solcavano quel tratto del Mediterraneo.

La barca, che lasciò Tripoli con 72 persone a bordo una settimana dopo l’inizio degli attacchi aerei in Libia, è riapprodata 15 giorni dopo sulle coste libiche con solo nove sopravvissuti, nonostante messaggi con richieste di aiuto e malgrado le coordinate della loro ultima posizione fossero state inviate a tutte le imbarcazioni della zona.

Valentina Ferrari

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