Siria: l’Italia chiude la sua ambasciata

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ROMA, 14 Marzo – L’Italia ha sospeso le attività della propria ambasciata a Damasco, capitale della Siria, e ha organizzato il rimpatrio dello staff della sede diplomatica. Lo rende noto il Ministero degli Esteri: “Anche in considerazione delle gravi condizioni di sicurezza, – si legge nella nota diffusa dalla Farnesina – insieme ai principali partner dell’Unione Europea, abbiamo inteso ribadire la più ferma condanna verso le inaccettabili violenze attuate dal regime siriano nei confronti dei propri cittadini”.

Pieno sostegno, quindi, del nostro paese al popolo siriano che da quando è scoppiata la rivolta contro il regime di Bashar al-Assad, sta subendo feroci privazioni dei loro diritti, in un clima che incita alle uccisioni e alle torture, denunciate da un rapporto di Amnesty International sulle cerceri del paese. “Continueremo a lavorare – si legge ancora nella dichiarazione che viene dalle sale della Farnesina – per una soluzione pacifica della crisi, che ne garantisca i diritti fondamentali e le legittime aspirazioni democratiche”.

L’Italia segue il suggerimento fatto qualche settimana fa dall’UE: la decisione di ritirare le rappresentanze democratiche spetta ai singoli paesi membri e in ogni caso il “presidio” dell’Unione sarebbe rimasto aperto visto il numero elevato di europei presenti in Siria. In conclusione alla nota diffusa dal ministero degli Esteri si legge: “Sosteniamo pienamente gli sforzi dell’Inviato Speciale dell’ONU e della Lega Araba, Kofi Annan, per ottenere uno stop immediato alla violenza e per consentire l’accesso degli operatori umanitari e l’avvio del dialogo politico”.

Augusto D’Amante

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