Costa Allegra arriva nel porto di Mahé: le prime testimonianze

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ROMA, 1 Marzo – La Costa Allegra è arrivata nel porto a Mahé, alle Seychelles. Le 1049 persone stanno sbarcando. Non sono segnalati casi di persone in cattive condizioni di salute. Le prime testimonianze raccolte riferiscono di gente “accaldata e stanca”, ma tutti i passeggeri stanno bene. Sulla nave sono presenti passeggeri di 62 Paesi. A terra li attendono i relativi rappresentanti diplomatici. “Non ci sono mai stati momenti di panico” hanno detto i primi passeggeri italiani sbarcati. “Il capitano è stato bravo a gestire la situazione”. In assenza di aria condizionata e dalla puzza proveniente dai gabinetti bloccati quasi tutte le persone hanno dormito sul ponte e hanno mangiato solo cibi crudi, soprattutto pane.

L’avventura della Costa Allegra è stata raccontata da una passeggera belga, Alena Daem, al suo sbarco a Mahè: “E’ stata una traversata faticosa – ha detto Daem, 62 anni -. Dovevamo dormire sul ponte, in mancanza di aria condizionata (la nave non aveva elettricità a causa di un incendio ai gruppi elettrogeni, n.d.r.) e a causa dell’odore nelle cabine, poiché non potevamo tirare lo scarico nei bagni. C’era del cibo, ma niente che dovesse essere cotto. Abbiamo mangiato un sacco di pane”. Un ottantenne francese, Henri, visibilmente provato, ha raccontato che “il primo giorno poteva ancora andare, ma poi la situazione non ha fatto che peggiorare, era uno schifo. Non c’erano elettricità né servizi igienici, potevo a mala pena dormire sul ponte, con tutta quella gente ammucchiata una sull’altra”.

“Spero solo che ora mi mandino in albergo a riposare un pò”. E’ quanto Giovambattista Pettinelli – capo tecnico di un service che lavora per la Costa a bordo della Allegra – ha detto alla moglie Liliana appena la nave è entrata nel porto di Mahe. L’uomo le aveva inviato prima un sms, non riuscendo a telefonare, per tranquillizzarla; poi, una volta in porto, è riuscito a parlarle. “Sono stanco ma sto bene –  ha raccontato Pettinelli alla moglie prima che il telefono si scaricasse – In questi tre giorni è stato difficile soprattutto lavarsi e dormire”. Per questo, dice la moglie, “mi ha salutato augurandosi che non lo rimettano subito sull’aereo per tornare in Italia”.

“Paura? Sì, un po’, quando hanno dato l’allarme incendio. Poi più che altro abbiamo sofferto il disagio di non poterci lavare”: così il signor Aldo, di Bergamo, uno dei passeggeri ai microfoni di Sky. “Quando hanno dato l’allarme c’é stata gente che non si capacitava. Poi ci hanno spiegato, e ci siamo rassegnati alla situazione”. Paura dei pirati? “No, neanche un po’. Quelli attaccano le petroliere”.

All’aeroporto dell’isola sono già pronti i tre charter messi a disposizione da Costa Crociere per i 251 passeggeri che hanno scelto di rientrare in patria. Gli altri 376 che proseguono la vacanza saranno invece smistati in resort di lusso dell’isola. “I colleghi dell’Unione Europea presenti a Mahé hanno apprezzato l’organizzazione per sbarco, accoglienza e rientro in patria predisposta da Costa Crociere – ha dichiarato il viceambasciatore – Oggi si può dire che la disavventura è finita. Va anche detto che non è da sottovalutare il rischio corso nelle ultime ore, perché la nave ha attraversato nell’ Oceano Indiano un quadrante di mare considerato a rischio pirateria. Ma la rotta è stata costantemente tenuta sotto controllo da un pattugliatore delle autorità delle Seychelles, e seguita in modo costante da elicotteri”.

Valentina Ferrari

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