Decine di migliaia di egiziani in piazza per l’anniversario della cacciata di Mubarak

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ROMA, 26 Gennaio – Ieri decine di migliaia di persone in festa si sono radunate a Piazza Tahrir, al Cairo, per il primo anniversario della rivoluzione del 25 Gennaio, che ha portato alla caduta del regime di Hosni Mubarak.

Infatti esattamente un anno fa, proprio in quella stessa piazza, ha avuto inizio la violenta rivolta che ha coinvolto migliaia di manifestanti, schierati contro Mubarak ed il suo governo oppressivo. Tuttavia anche nel giorno della celebrazione della loro vittoria, il popolo egiziano ha mostrato le dure divisioni che affliggono il Paese: accanto ai Fratelli Musulmani, che hanno festeggiato la vittoria senza precedenti alle elezioni legislative, sono scesi in piazza gli attivisti dei movimenti laici, che hanno denunciato una rivoluzione tradita, inneggiando lo slogan “Questa non è una festa, è una rivoluzione” e chiedendo la fine del potere del Consiglio militare. Molte anche le persone che hanno voluto ricordare con maschere e foto, i “martiri” caduti nei violenti scontri, veri creatori del “nuovo Egitto”, per i quali, l’economista Kamal al-Ganzouri, ha sottolineato: “si sono sacrificati per la salvezza della nazione e per la conquista della liberta’ e della giustizia sociale”. E’ sceso in piazza anche Saad Eddin Ibrahim, oppositore di spicco del regime di Mubarak, incarcerato per questo nel 2000, che ha dichiarato: “Oggi qui in questa piazza mi sento orgoglioso e per tutto quello che ho passato mi sento vendicato, ma la rivoluzione non finisce qui”.

Intanto, lo scorso lunedì, si è riunita la prima Assemblea parlamentare, dopo le elezioni democratiche, dominata per i due terzi dai Fratelli Musulmani (Partito della Libertà e della Giustizia) e dal neo partito di orientamento salafita, Al-Nour, e formata, per un solo terzo, da liberali e esponenti di sinistra. Sono moltissimi i problemi che questo nuovo governo si troverà ad affrontare, in un Egitto ancora assoggettato al potere militare, fino alle elezioni presidenziali del prossimo Giugno, quando la commissione costituente avrà il delicato compito di avviare il Paese verso un sistema realmente democratico. Infatti, a tal proposito, si è espresso il nuovo portavoce del Parlamento,  Saad al-Katatni, affermando con decisione di voler “costruire un nuovo Egitto, costituzionale, democratico e moderno”.

Chiara Cavaterra

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