Egitto: morti altri due manifestanti, continuano gli scontri

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ROMA, 20 DicembreContinuano gli scontri in Egitto e all’alba al Cairo altri due manifestanti sarebbero deceduti soffocati dai lacrimogeni lanciati dalla forze di sicurezza. Secondo testimoni, una delle due vittime sarebbe stata raggiunta alla nuca da un proiettile.

Altri due morti si aggiungono al bilancio dei giorni scorsi. I nuovi scontri si sono registrati all’alba al Cairo, nei pressi di piazza Tahrir, tra forze di sicurezza e manifestanti. I due manifestanti sarebbero morti soffocati dai lacrimogeni lanciati dalla forze di sicurezza per sgomberare i dimostranti, ma secondo notizie diffuse su Twitter, invece, la morte dei due sarebbe stata causata da proiettili che li avrebbero colpiti alla testa. Sulla vicenda si è espresso Adel Emara, membro del Consiglio supremo delle Forze armate e vice ministro della Difesa, il quale ha negato che i militari “usino violenze contro i manifestanti”. “Si tratta di false accuse che circolano sui media”, ha concluso Emara. Ulteriori scontri si sono registrati anche nel pomeriggio. Secondo quanto riporta il sito del quotidiano egiziano al-Wafd, sono iniziati con una fitta sassaiola dei manifestanti in via Sheikh Rihan, nei pressi dell’accademia scientifica, dove i soldati hanno eretto un muro nei giorni scorsi. Decine di studenti dell’università del Cairo, inoltre, hanno marciato verso piazza Tahrir per condannare i metodi repressivi adottati della giunta militare nei giorni scorsi contro i manifestanti. Una simile manifestazione studentesca è stata organizzata anche ad Alessandria.

Almeno dodici morti, oltre 500 feriti e un numero imprecisato di fermati e arrestati. È questo ad oggi il bilancio degli scontri di piazza Tahrir al Cairo, dove le violenze iniziate lo scorso venerdì mattina non si sono ancora fermate. Tutto è cominciato con il pestaggio, da parte di alcuni militari, di un manifestante che stava partecipando a un sit-in di protesta contro il nuovo esecutivo nominato dal Consiglio supremo delle Forze armate (l’organo che di fatto governa l’Egitto dalla caduta dell’ex presidente Hosni Mubarak).

Intanto la magistratura ha ordinato la detenzione per 123 manifestanti in merito alle violenze e ai tentativi di dare alle fiamme i palazzi del governo e del parlamento, nei giorni scorsi. Secondo il sito del quotidiano al-Ahram, 178 persone sono state interrogate dalla procura, che poi ha disposto il rilascio di una cinquantina di loro, tra cui 22 minori e 6 donne.

Alessia Ribezzi

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