Egitto, giornata di sangue al Cairo

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CAIRO, 17 DICEMBRE – Un’altra giornata di battaglia quella di ieri a Piazza Tahrir. Gli scontri, che hanno nuovamente insanguinato le strade della capitale egiziana, hanno visto i giovani di Piazza Tahrir in protesta contro il nuovo governo, opposti all’esercito, con il pesante, quanto prevedibile,  pedaggio pagato in termini di vite umane.

Le fonti locali sono discordi sul numero dei morti. Alcuni affermano che siano otto le vittime imputabili alla brutale repressione della polizia, per altri ammonterebbero almeno a sedici. Pesante anche il bilancio dei feriti in seguito alle cariche operate da militari in tenuta antisommossa per sciogliere l’assembramento che si era venuto a creare davanti al Mugamma, l’edificio dell’immigrazione in piazza Tahrir, epicentro su cui è gravitata la protesta che fa seguito al venerdì nero di ieri.

Dopo i manifestanti è stato il turno degli ospedali da campo. posizionati nelle immediate vicinanze della storica piazza egiziana, ad essere attaccati dai soldati che hanno provveduto anche a sequestrare video e fotocamere dei presenti ogniqualvolta le hanno notate, per poi iniziare ad erigere un muro di cemento armato al fine di bloccare l’accesso alla piazza teatro della guerriglia.

Secondo il neo eletto premier egiziano, Kamal El Ganzouri, sarebbe in atto una controrivoluzione, un vero e proprio attacco alla neonata democrazia egiziana, sostiene inoltre che l’esercito non abbia fatto uso di proiettili sulla folla, testimonianza in netto contrasto con quella dei medici che hanno esaminato i corpi delle vittime della giornata.

Matteo Borile

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