Siria, Uccisi 44 attivisti

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DAMASCO, 10 DICEMBRESono 44 i morti della repressione di ieri in Siria. A denunciarlo gli attivisti per i diritti umani alle tv arabe. Le vittime si registrano in gran parte a Homs, il cuore della rivolta contro il regime. Il Cns denuncia che Damasco sta raccogliendo truppe corazzate e centinaia di carri armati, con migliaia di soldati intorno alla città, minacciando il popolo in opposizione con il “massacro”. Un numero di morti che fa discutere, specialmente nel giorno delle polemiche sulle vittime totali degli scontri avvenuti negli ultimi mesi tra le forze filogovernative e i manifestanti che reclamano più democrazia.

Il portavoce del dipartimento di Stato Usa, Victoria Nuland, si dice “estremamente preoccupata”, avvertendo che Washington considererà Assad responsabile di ogni nuova vittima delle sue truppe, mentre la Gran Bretagna ha chiesto a Damasco di ritirare “immediatamente” i soldati.

Il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon: “Non posso credere che Bashar Assad non abbia fatto uccidere più di 4mila persone”, ha affermato il segretario, aggiungendo che i morti hanno superato la precedente stima di 4mila vittime. “Tutte le informazioni credibili riferiscono che più di 4mila persone sono state uccise dalle forze governative”, ha dichiarato Ban Ki-moon. Ma per il presidente siriano le stime della repressione fornite dall’Alto Commissariato Onu per i Diritti umani sono esagerate.

In un’intervista trasmessa da Abc, il presidente Assad aveva negato qualsiasi responsabilità sulla morte di migliaia di manifestanti, assicurando che “solo un folle potrebbe ordinare di sparare sul proprio popolo”, dichiarando inoltre che “c’è una differenza fra una repressione politica deliberata e degli errori commessi da alcuni responsabili”.

Sabrina Brandone

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