Siria: arriva la condanna del Consiglio Onu per i Diritti Umani

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GINEVRA, 3 Dicembre – Il Consiglio per i Diritti Umani dell’Onu ha condannato ieri a larga maggioranza le “violazioni estese, sistematiche e flagranti” dei diritti umani e delle libertà fondamentali commesse dalle forze di sicurezza siriane nei confronti della popolazione civile, incluse una serie di esecuzioni assimilabili a veri e propri crimini contro l’umanità.

L’organismo, composto da 47 Stati membri, ha adottato con 37 voti a favore, quattro contrari e sei astenuti, una risoluzione che condanna fortemente le violazioni compiute, e chiede a Damasco di porvi fine immediatamente. A favore della Siria – e dunque contro la risoluzione, limitandone ogni possibilità concreta di riuscita – si sono espressi, insieme a Cuba ed Ecuador, anche Russia e Cina, membri permanenti con diritto di veto al Consiglio di Sicurezza dell’Onu, che attualmente rappresentano i principali sostenitori del regime di Bashar al-Assad. Mosca, in particolare, ha definito la risoluzione “inaccettabile”.

Il testo, promosso dall’Ue, chiede “ai principali organi delle Nazioni Unite di esaminare il rapporto della Commissione di inchiesta” – che ha accusato la Siria di crimini contro l’umanità – e raccomanda, inoltre, di “adottare le misure appropriate”. Nella risoluzione approvata, si stabilisce anche la creazione di un commissario speciale per i diritti umani in Siria.

Dall’inizio delle proteste di piazza a marzo, in Siria hanno perso la vita circa 4000 persone, di cui 307 bambini. Novembre è stato il mese che ha registrato il maggior numero di vittime della repressione, con 56 morti.

È la terza volta dallo scoppio delle manifestazioni, che i 47 membri del Consiglio dei Diritti Umani si riuniscono in una sessione straordinaria sulla Siria. Come ha osservato il portavoce della Farnesina, Maurizio Massari, si tratta della prima risoluzione di condanna “esplicita”, mentre il Ministro degli Esteri, Giulio Terzi, ha detto di accogliere “con soddisfazione” la risoluzione di condanna ed ha annunciato che avrà presto un incontro con il rappresentanti del Consiglio nazionale siriano (Cns), l’organo che riunisce i principali oppositori al regime di Assad.

Gli Stati Uniti, che insieme a Ue e Lega Araba, hanno già imposto sanzioni contro Damasco, rendono nota la loro posizione attraverso il vicepresidente Joe Biden, in visita in Turchia: “Il regime siriano deve porre fine alla sua repressione brutale contro il popolo e il presidente Assad deve dimettersi per consentire l’avvio di una pacifica transizione che rispetti il volere del popolo”.

Si attende, dunque, la decisione del Palazzo di Vetro sulla “questione siriana”, dopo la risoluzione adottata ieri dal Consiglio dei Diritti Umani dell’Onu.

 

Francesca Garreffa

 

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