Teheran: assalto all’ambasciata britannica, liberi i 6 ostaggi

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TEHERAN, 30 Novembre – Sembra di essere tornati indietro di 32 anni, a quel fatidico 4 novembre del 1979, quando un gruppo di studenti iraniani assaltò l’ambasciata statunitense a Teheran prendendo in ostaggio 66 americani che furono rilasciati soltanto due anni dopo, nel gennaio 1981. Le immagini che mostrano l’irruzione nella sede dell’ambasciata britannica a Teheran, sembrano richiamare alla mente i giorni convulsi della Rivoluzione iraniana.

Decine di manifestanti, tra cui studenti e membri delle milizie islamiche (basiji), hanno assaltato, nel primo pomeriggio di ieri, due complessi che ospitano l’ambasciata britannica nella capitale iraniana, lanciando sassi e molotov, e dando alle fiamme la bandiera della Gran Bretagna. I manifestanti, come mostrano le immagini diffuse dalla tv iraniana Press tv, sono penetrati per ben due volte all’interno dei locali dell’ambasciata situata nel centro della capitale ed hanno occupato per molte ore l’edificio dell’ex residenza britannica in un parco nel nord di Teheran. Durante l’assalto sono stati distrutti arredi e incendiati documenti riservati che si trovavano negli uffici. Un’immagine mostra un giovane che stringe tra le mani il ritratto della regina Elisabetta II, strappato dal muro.

Gli occupanti hanno inoltre temporaneamente preso in ostaggio sei impiegati dell’ambasciata, liberati grazie all’intervento forze dell’ordine nel pomeriggio. La polizia è infatti riuscita a sgomberare l’area in cui si era svolta la manifestazione, ottenendo che, a fine serata i manifestanti si allontanassero dai due complessi. Durante gli scontri tra manifestanti e forze dell’ordine, uno studente è rimasto ferito in modo grave, mentre altri dimostranti e alcuni poliziotti hanno riportato ferite lievi. Secondo quanto riferito dall’agenzia semi-ufficiale iraniana Fars, la polizia ha utilizzato gas lacrimogeni per cercare di disperdere la folla, mentre gli studenti hanno lanciato pietre e molotov contro la sede diplomatica. La polizia iraniana ha eseguito diversi arresti durante la manifestazione, e i dimostranti arrestati sono stati trasferiti in alcune stazioni di polizia nella capitale.

L’irruzione è avvenuta al termine di un sit-in di protesta contro le nuove sanzioni imposte all’Iran da Gran Bretagna, Stati Uniti e Canada. Ma il presidio è stato organizzato anche per esprimere sostegno al recente disegno di legge parlamentare che riduce i rapporti tra il ministero degli Esteri iraniano e il Foreign Office britannico al livello di incaricati d’affari.

Durissima la reazione del governo inglese. Il ministro degli Esteri britannico William Hague ha denunciato una “grave violazione della Convenzione di Vienna” sulle relazioni diplomatiche, e ha minacciato di prendere “seri provvedimenti”, auspicando che “anche altri Paesi impongano le sanzioni” alla Repubblica Islamica. A New York, il Consiglio di Sicurezza dell’ONU ha condannato “nei termini più severi” l’irruzione nella sede diplomatica, mentre Teheran in serata, attraverso un comunicato del Ministero degli Esteri, ha deplorato l’attacco ad ha dichiarato di fare il possibile per garantire la sicurezza dei diplomatici stranieri.

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Francesca Garreffa

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